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Caro Jacopo,
finchè sono caldo ti scrivo qualche altra cosa.
1° Una citazione di Platone-Socrate: "L'alfabeto genera
l'oblio nelle anime di chi lo imparerà: essi cesseranno
di esercitare la memoria perchè fidandosidello scritto richiameranno
le cose alla menta non più dall'interno di se stessi, ma
dal di fuori attraverso segni estranei: ciò che tu hai trovato
non è una ricetta per la memoria, ma per richiamare alla
mente. Nè tu offri vera sapienza ai tuoi scolari, ma ne
dai solo l'apparenza, perchè essi, grazie a te, potendo
avere notizie di moltissime cose senza insegnamento, si
crederanno d'essere dottissimi, mentre per la maggior parte
non sapranno nulla; con loro sarà una sofferenza discorrere,
imbottiti di opinioni invece che sapienti". Ecco, dopo
questa affermazione non ci sarebbe più niente da dire ma
io voglio aggiungere qualcosa. L'alfabetizzazione, la parola,
il discorso, hanno buttato sul campo una confusione spaventosa.
Normalmente quando uno dice qualcosa, l'altro capisce un'altra
cosa , e non potrebbe essere altrimenti, perchè ognuno ha
le scarpe per i propri piedi (è una citazione di Einstein).
Per potere guidare l'automobile bisogna fare la patente.
E per fare la patente bisogna studiare la guida pratica
e la teoria sui segnali e sul motore. Ma perchè sul motore
se ci sono i meccanici? Perche per avere una giusta conoscenza
di una determinata cosa bisogna conoscere il mezzo che abbiamo
a disposizione. e questa è la giusta saggezza che l'esperienza
ci ha messo a disposizione. Studiare il mezzo,l'automobile
com'è fatta, per poter guidare correttamente. D'accordo?
Per la parola tutto questo non succede. Uno incomincia a
parlare ma in realtà non sa perchè sta dicendo quello che
sta dicendo. E' autorizzato aparlare, non deve superare
nessun esame ma non conosce la parola in senso stretto,
biblico. La conosce solo nella sua estetica e la usa, perche
gli fa molto comodo. Ma se la conoscesse, se di ogni termine
che usa conoscesse la sua etimologia, allora userebbe il
linguaggio in tuttaltra maniera. Questo "abbaglio" del credere
di dire e del credere di capire è alimentato fortemente
dall'antropocentrismo che l'universo parola scatena. Ma
anche questo non potrebbe essere altrimenti. La parola è
stata inventata dall'uomo per se stesso, è la riflessione
della riflessione. Se sappiamo leggere nelle parole degli
altri minimo vediamo tutte le menzogne e tutte le verita
risaltare perfettamente dal panorama. Quindi io di mestiere
faccio il fotografo che è l'antitesi della parola, è la
sua negazione, e se anche ci sono delle parole nelle foto
quelle parole non saranno loro, ma saranno solo gli echi
di quelle parole. UN ABBRACCIO STEFANO FOGATO
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