|
Come tutte le mattine, sei riuscita a salire
sul treno. Un po’ assonnata, cerchi un
posto, riesci a trovarlo. Quasi, perché ti
accorgi che sul sedile c’è un libro. Pare che
non abbia padrone. Così, lo prendi e ti
siedi. Stai per posarlo accanto al finestrino,
quando scopri che c’è un’etichetta
tutta colorata, che dice: “Ciao! Sono un
libro libero, ero qui perché TU mi trovassi.
Leggimi e rilasciami”.
Stupita ed incuriosita, guardi i volti di chi
ti è accanto, cercando risposte, ma ti
accorgi che gli occhi altrui sono pieni di
altri pensieri.
Allora, apri la copertina del libro, magari ci
trovi dentro qualcosa…infatti…un’altra
etichetta!
Scopri, che è un libro “libero”, registrato
sul sito www.bookcrossing.com, comunità
dei bookcrosser. Appena a casa, o non
appena hai a disposizione un computer
collegato ad internet, vai sul suddetto sito
e dici che hai trovato “quel” libro, che è tra
le tue mani. Quando l’hai letto, fai una
piccola recensione, lasci un commento, e
dai un voto. E dopo? Dopo lo rilasci!
Ma andiamo con ordine: come si fa a dire
“Io ho QUEL libro”? Semplicissimo: ogni
libro ha una targa, un codice identificativo,
chiamato BCID, assegnato automaticamente
dal sito al libro che si è registrato,
che gli permette di viaggiare in tutta sicurezza.
E cos’è il rilascio? Quando hai letto uno di
questi libri “viaggianti”, lo devi rilasciare.
Trovi il posto che più ti aggrada, magari
una panchina del parco, in metropolitana,
al bar, e lo lasci lì. Qualcuno lo troverà, e il
libro continuerà il suo viaggio. Grazie al
codice, ogni libro ha un personale “diario
di bordo” che permette di avvisare tutti
coloro che l’hanno avuto tra le mani dove
si trova.
L’idea ti sembra bislacca? Non lo è affatto.
Il sito è partito nel 2001, grazie a Ron
Hornbaker, programmatore di Kansas City,
che con pochissimi soldi e con tante idee,
ha fondato il sito. Il numero degli iscritti è
altissimo, se pensi che ce ne sono 300/400
al giorno. Il sito si regge in piedi quasi da
solo, grazie al passaparola e alle donazioni
di molti bookcrosser.
Certo, l’iniziativa ha dell’incredibile, ma la
comunità è in costante espansione, grazie
anche alle numerose iniziative, come i
meet-up, ritrovi mensili dei bookcrosser
quasi in ogni città. E poi ci sono le official
crossing zone, locali dove rilasciare e prendere
libri. Il luogo d’incontro virtuale è il
forum, dove parlare e non solo di libri.
Unica pecca è che il sito è tutto in inglese,
ma al sito
www.rinaldiweb.it/eurobc/it/biginobc.
htm trovi un manuale per capirci qualcosa
di più, e tanti sono i link utili, tra i
quali quello al forum italiano.
L’idea centrale è che se un libro giace nella
tua libreria, è come se avesse esaurito il
suo compito, un po’ come se fosse andato
in pensione. Prova a pensare i libri come
qualcosa di vivo, che abbiano bisogno
ogni giorno di dire qualcosa di nuovo, a
persone diverse. Concetto simile a quello
del libro che ti chiama alla lettura, del
libro che ti sceglie. Ron ha riassunto tutto
questo nelle 3 R: read, register, release
(leggi, registra, libera).
Bookcrossing non è solo un mondo di
amanti dei libri, di Robin Hood della lettura,
ma di gente accomunata dagli stessi
interessi, che si scambia notizie sulle ultime
uscite librarie, consigli sui rilasci “acrobatici”.
Il sito ti offre la possibilità di vedere quanti
Bookcrosser nasconde la tua città, quanti
hanno registrato un determinato libro, chi
ne ha liberati di più, cosa ne pensano
scrittori famosi, insomma, ti dà l’opportunità
di conoscere la tua città (o la tua preferita)
sotto un altro aspetto: quello, molto
romantico, di un piccolo mondo libresco.
Allora, da oggi occhi aperti: potresti essere
ricercata da un libro!
|