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Io sto con i Verdi
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SCIENZE DELLA COMPLESSITA' E INTELLIGENZA ARTIFICIALE |
di: Diego
Chillo |
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1. INTRODUZIONE: visioni a confronto
E' parere di molti che il ventesimo secolo sia privo di
un contenuto scientifico autonomo rispetto all'Ottocento,
e che le sue forme altro non siano che la ripetizione delle
aspirazioni e delle prospettive illuministiche; nel ventesimo
secolo si assiste infatti ad un' accelerazione nello sviluppo
di tali forme. Questa accelerazione l'abbiamo sotto gli
occhi quotidianamente, nella rapidità con cui un'innovazione
tecnologica diventa di uso quotidiano, nello stravolgersi
della geografia e nell'obsolescenza degli atlanti.
L'Illuminismo è il trionfo della linearità,
della certezza che la storia, la scienza, i fatti sociali
si potessero governare trovando una precisa relazione tra
causa ed effetto. Una visione totalizzante del mondo concedeva
discrete possibilità di prevedere il futuro. E' il
periodo di Lagrange e di Laplace, del sogno di poter stabilire
una configurazione fisica di un qualche istante del futuro
partendo dalla conoscenza di determinate condizioni iniziali.
Per comprendere, almeno a grandi linee, come sia mutata
la scienza nel XX secolo partiamo dalle due grandi scoperte
che hanno rivoluzionato la meccanica (nel mondo fisico)
e la logica (nel mondo matematico): da un lato, Poincaré
“mostra che complessità e impredicibilità
sono legate e sono conseguenze del determinismo delle equazioni
di Newton. La seconda rivoluzione riguarda il comportamento
disordinato o caotico che è conseguenza delle leggi
della meccanica classica”; dall'altro, il Teorema
di Gödel mostra “che esistono affermazioni che
non possono essere provate come né vere né
false, numeri che non possono essere computati, ecc. Non
solo, questa complessità non è rara o patologica
ma è comune e generalizzata essendo legata alla impredicibilità
e al caos.” [Casati, 1997]
Ecco dunque da dove nasce la necessità tutta contemporanea
di definire una metodologia capace di organizzare i dati
dell'esperienza: a fronte di queste scoperte, la stessa
scienza, sfuggita al programma riduzionista, accetta, seppur
con inquietudine, forme di razionalità che precedentemente
non riteneva possibili (teoria delle catastrofi, caos deterministico,
meccanica quantistica).
Diventa sempre più urgente trovare nuove forme di
interpretazione che consentano all'uomo di capire il mondo
ed agire sul mondo stesso.
Uno dei segni di questo mutamento è la nascita di
una nuova comunità scientifica transdisciplinare
dedita all'investigazione dei fenomeni del “caos”
: finalmente sembra concretizzarsi la possibilita' di un
inquadramento e di uno studio unificato di fenomeni che
si verificano in ambito scientifico, economico, umanistico,
politico e sociale. L'unificazione è resa possibile
dalla sconvolgente scoperta che l'ordine appare di rado
ed è suscettibile anche di perturbazioni di minima
entità, mentre il caos, che appare stabile e robusto,
è la condizione piu' frequente in natura. In un tale
capovolto scenario si comprende meglio come il programma
evolutivo della natura – che deve offrire alle forme
di vita la possibilità di un continuo riadattamento
in un ambiente continuamente in divenire – non possa
che consistere nell'utilizzare lo stesso caos come strumento
evolutivo, dando origine alle cosiddette “mutazioni
casuali”.
L'illusione illuministica di poter prevedere con certezza
il futuro di un sistema svanisce grazie alla scoperta del
caos deterministico, avvenuta negli anni '70. Ricordiamo
che un sistema può dirsi deterministico quando il
suo stato futuro è univocamente determinato dallo
stato iniziale.
Ma ritornando molto indietro nella storia dell'umanità,
si ritrova una percezione del Caos come dominatore originario
del mondo, riscontrabile fra l'altro dalla lettura di alcuni
frammenti orfici, di Esiodo, di Ovidio e di Platone. L'osservazione
di una certa regolarità nel moto dei corpi celesti
generò successivamente l'illusione di un “universo
ordinato e completamente predicibile”, regolato da
un demiurgo con il compito preciso di riordinare il mondo.
Dopo molti secoli, Laplace esaltava nella meccanica newtoniana
la capacità di prevedere gli eventi, in altri termini
il suo carattere deterministico; questa fiducia illuministica
nella capacità dell'uomo di sempre meglio dominare
gli eventi e controllarne e prevederne l'evoluzione ha continuato
a permeare le convinzioni degli scienziati fino a poco tempo
fa, confortata da scoperte quali la teoria della relatività,
le forze nucleari. Questa plurisecolare convinzione comincia
a mostrare le prime falle dinanzi ad alcune osservazioni
della meccanica quantistica, all'apparenza banali ma di
grande importanza per l'evoluzione della sistemica, fondate
sulla constatazione che se il futuro di un sistema è
determinato in modo univoco dal suo stato presente non significa
che noi siamo effettivamente in grado di determinarlo (ciò
che afferma il principio di indeterminazione di Heisenberg).
Inoltre si è cominciato ad osservare come sistemi
che all'apparenza sono molto semplici possano avere soluzioni
la cui complessità è tale da farle apparire
casuali.
Il primo a rivelare questo fatto fu il grande matematico
e filosofo Henri Poincaré nei suoi studi di meccanica
celeste, ma solo l'avvento dei moderni calcolatori ha consentito
di coglierne la rilevanza e le implicazioni. A prima vista
l'esistenza del “caos deterministico”, cioè
l'esistenza di sistemi deterministici che sono allo stesso
tempo caotici, può sembrare un fatto contraddittorio.
In realtà, questa apparente contraddizione nasce
dalle barriere psicologiche dovute a secoli di tradizione
che hanno considerato determinismo e caos come concetti
contrapposti.
Nei cinque anni tra il 1970 e il 1975 le diverse linee di
sviluppo della ricerca si fusero e prese piede il fenomeno
interdisciplinare delle Scienze della Complessità.
Il solo 1975 può essere ricordato per un paio di
eventi che si rivelarono di grande importanza : Benoit Mandelbrot
definì il concetto di “frattale”, struttura
geometrica con dimensioni non intere e auto-similarità
annidate all'infinito. Tien-Yen Li e James Allen Yorke applicarono
l'espressione “Caos” al comportamento irregolare
e instabile di sistemi matematici semplici. Il nuovo campo
di indagine prese forma e divenne visibile alle diverse
comunità e discipline all'interno delle scienze empiriche.
[...]
Il testo completo (13 pagg.) lo puoi scaricare - per una
comoda lettura - cliccando sul link poco sotto. Per commenti,
suggerimenti o domande puoi contattare l'autore, Diego Chillo,
scrivendo al suo indirizzo email: diegochillo@libero.it.
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