Un suggestivo saggio del biologo Pasquino
Paoli - Il Fantasma nella macchina: origine, natura e evoluzione
della coscienza - appena pubblicato da Polistampa, fa il
punto su un secolo di approcci scientifici al “problema
dei problemi” e propone una nuova, rivoluzionaria
teoria: i fenomeni coscienti sarebbero il risultato di una
simbiosi interna all’individuo, costituita da un “sistema
premiante e/o punitivo” - Riviste e spiegate in una
nuova luce altre questioni fondamentali come il significato
dell’io, la vita cosciente, le emozioni, il libero
arbitrio, la ricerca del piacere…
Un enigma secolare quello della coscienza, sicuramente il
più sfuggente interrogativo della biologia, nascosto
in quella sempre misteriosa “scatola nera” che
è il cervello umano. La sua soluzione, cercata con
ostinazione da filosofi della mente, studiosi di informatica
e intelligenza artificiale, psicologi, psichiatri, neurologi
e biofisici, avrebbe immediate e amplissime ricadute su
tante altre fondamentali questioni della vita dell’uomo,
a cominciare dalla definizione dell’”io”
per finire a quella di “morale”.
Una pietra miliare nell’avventurosa ricerca del significato
della coscienza la pone ora Pasquino Paoli - biologo del
Cnr che si occupa di problematiche evoluzionistiche generali
e di analisi dei processi evolutivi in alcuni gruppi animali
- di cui le edizioni Polistampa di Firenze hanno appena
inviato nelle librerie Il Fantasma nella macchina: origine,
natura e evoluzione della coscienza (pp. 203, euro 12):
proposta miliare certamente, rivoluzionaria e probabilmente
“risolutiva” nell’intenzione dell’autore,
prudente come tutti i veri studiosi ma al contempo perfettamente
consapevole di quanto sostenuto, trattandosi dell’epilogo
di oltre dieci anni di studi serratissimi.
Parafrasando Nietzsche, si potrebbe dire che Il fantasma
nella macchina (la definizione è quella di G. Ryle)
è “un libro per tutti e per nessuno”:
perché si tratta indubbiamente di un’opera
di un addetto ai lavori destinata principalmente ad altri
addetti ai lavori (tra i quali solleverà naturalmente
consensi e dissensi), che però, avendo il pregio
di abbinare, in una materia di grande complessità
e fascino, la chiarezza d’esposizione a un solido
impianto concettuale, può ben incuriosire e farsi
leggere anche da altri lettori.
L’opera si articola in tre parti: nella prima l’autore
passa in rassegna le varie angolature da cui il problema
è stato affrontato, estrapolando temi e interrogativi
comuni e generali che specificano la coscienza al livello
più ampio; nella seconda viene enucleata una piattaforma
di riflessioni e nella terza Paoli introduce e argomenta
la sua proposta di risoluzione.
La tesi presentata ha un’impostazione evoluzionistica
e fornisce risposte alle domande fondamentali sulla coscienza:
“che cos’è”, “per quali motivazioni
adattative e per quali meccanismi si è originata
nel corso dell’evoluzione”, “come funziona”
nel cervello umano e animale. La risposta a queste domande
è resa possibile dal tipo di soluzione proposta.
I fenomeni coscienti - cioè qualunque sensazione
o stato soggettivamente vissuto - sarebbero il risultato
di una peculiarissima e apparentemente paradossale forma
di simbiosi: una simbiosi interna (endogena) all’individuo,
fra “gene” e “fenotipo”.
Per capire in cosa possa consistere una simile simbiosi,
l’autore suggerisce di riferirsi a un’altra
e ben conosciuta simbiosi, quella tra piante con fiore e
insetti bottinatori (ad esempio, api).
Nella simbiosi fiori/insetti ci sono scambi reciproci di
prestazioni con obiettivi diversi. Il fiore si serve dell’insetto
bottinatore per diffondere il suo polline su altri fiori
cospecifici attirandolo con un premio, il nettare. L’insetto
invece assolve alla prestazione richiesta dal fiore a sua
insaputa, nel darsi da fare per conseguire il suo diverso
obiettivo, il saccheggio del nettare del fiore.
Nella simbiosi gene-fenotipo, il “gene” (una
metafora sociobiologica) offre al “fenotipo”
dello stesso organismo dei premi endogeni specifici (“consumati”
ossia percepiti dall’individuo come stati soggettivi,
ad esempio, di piacere oppure di dolore, ecc.) per ottenere
in cambio un suo contributo all’elaborazione di comportamenti
atti a raggiungere obiettivi utili alla sopravvivenza dell’organismo
e che non sarebbero altrimenti conseguibili con l’impiego
di programmi prefissati.
Ad esempio: un felino si impegna a cercare, scovare e catturare
una preda. Se l’impresa ha successo, il “gene”
raggiunge il suo obbiettivo utilitaristico (darwiniano)
rappresentato dalle proteine del corpo della preda, che
servono a far sopravvivere l’organismo del felino,
che a sua volta serve alla sopravvivenza del “gene”.
Il “fenotipo” dello stesso felino invece non
è interessato alle proteine ma alla percezione del
sapore delle carni che è il premio specifico che
riceve in stretta associazione al conseguimento dell’obiettivo
utilitaristico.
I fenomeni coscienti, secondo questa tesi, possono essere
inquadrati come premi endogeni positivi e negativi (in ogni
caso “premi”), mentre le ragioni adattative
e selettive della loro origine sarebbero correlate alla
difficoltà degli organismi di riuscire (in quanto
sistemi di elaborazione nervosa) a conseguire obiettivi
utili alla loro sopravvivenza con programmi comportamentali
predefiniti; in altri termini quando l’ambiente diventa
non-predicibile rispetto agli stessi programmi.
A partire da questo primo semplice nucleo di concetti Paoli
ha sviluppato una teoria che sembra in grado di penetrare
in modo nuovo nei dettagli della psicologia umana, nell’organizzazione
dei comportamenti e nei sottostanti processi neurologici.
E’ stato così possibile spiegare da questa
ottica che cosa siano le emozioni e che cosa sia il pensiero
cosciente; quale sia la differenza tra processi consci e
processi inconsci e quale sia la loro reciproca interazione.
E’ stato possibile chiarire che cosa sia l’“io”
o “sé”: il progressivo e più alto
risultato dell’evoluzione del “fenotipo”
della simbiosi endogena, il che spiega il carattere dialettico
e spesso conflittuale dell’io con gli impulsi dell’organismo-macchina.
E’ stato possibile infine indicare quale possa essere
l’origine e la natura del libero arbitrio, secolare
questione senza, fino ad oggi, via di uscita.
Oltre all’esporre compiutamente questi nuovi e avvincenti
traguardi, il libro di Paoli è godibile anche per
la messe di esperimenti, esperienze concrete e osservazioni
scientifiche portate a corredo.
Infine, la presenza di utili e chiari disegni e tabelle
illustrative (il test di Turing, la simbiosi fiore-insetto
ecc.) conferma che quest’opera si pone come uno strumento
prezioso non solo per chi è già esperto ma
anche per chi voglia addentrarsi nei meandri di questa complessa
e affascinante disciplina.